9 agosto 2006

Cinema: viva Roma, abbasso Venezia

Quest'anno dalla Mostra del Cinema di Venezia non mi hanno dato l'accredito culturale. Anche se, rispetto allo scorso anno quando l'accredito mi fu dato, ho presentata una documentazione più ricca. Misteri di Venezia.
Comunque mi è stato risolto un dubbio amletico. Non potendo essere ad ambo le parti, per ragioni di lavoro, dove essere: a Venezia o a Roma?
Starò quindi a Roma. Tra l'altro l'alloggio a Roma non mi costerà niente. A Venezia i dieci giorni furono un salasso.
Assisterò alla nascita della Festa del Cinema di Roma. Quasi a prosecuzione dei molto lontani trascorsi cinematografici romani, quando mi vedevo tre quattro film al giorno, quando vivevo nelle sale d'essai e nel Filmstudio, quando per la stesura della mia tesi di laurea frequentai tutti i registi del cinema d'avanguardia ed underground romani. Bei tempi, quelli. Quasi si ritorna alle origini.
Ed allora per me contano poco le polemiche fra i sostenitori di Roma e quelli di Venezia. Il cinema è sempre il cinema.
Ben vengano due o più festival del cinema, se questo offre più occasioni di vedere e fare cinema. L'Italia, nel settore, non vive giorni felici. Se aumenta la domanda di cinema, potrà aumentare anche l'offerta.
Fra Roma e Venezia, chi ha più filo da tessere, più tesserà. Per intanto l'amministrazione comunale di Veltroni ha reperito autonomamente 10 milioni di euro. Roma quindi non sottrae fondi statali a Venezia. Un appunto però è da fare. Contro i molti milioni reperiti dagli enti locali romani, quelli veneziani alla loro Mostra danno solo 160 mila euro.
Lo stile quindi e l'entusiasmo è diverso. Concordo pienamente con il presidente della Festa del Cinema di Roma, Goffredo Bettini, allorquando dice: «L' offerta di cultura genera altra cultura, la Festa di Roma non sarà né Sanremo, né una festa dell'Unità, piuttosto una fabbrica popolare, ma di qualità, aperta a tutti i linguaggi. Applicheremo al cinema lo stile Auditorium. Anche Giuliano Ferrara quando aprimmo il Parco della Musica dichiarò che si sentiva odore di salsicce, ora siamo la prima istituzione europea per spettatori paganti».
Viva Roma, abbasso Venezia. Suvvia, viva anche Venezia. Sperando che se chiederò ancora a Venezia, nei prossimi anni, un accredito, mi venga concesso. Se dopo Roma ne sentirò ancora il desiderio.

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